Studiare tutti i mezzi giuridici che permettono di applicare il principio d'azione di precauzione :
- Ai territori contaminati dall'esplosione di Tcernobil.
- Alla gestione delle Centrali atomiche e al divenire dei rifiuti nucleari.
- Al terrorismo radioattivo

Il tutto per anticipare i problemi inerenti all'uso dell'atomo al livello planetare, coll'aspettare le energie di sostituzione, al momento in cui i bisogni di energia stanno per crescere sempre con delle previsioni allarmanti sull'aumento della popolazione umana per il secolo futuro.
La radioattività è così antica come il nostro Universo.
La presa di coscienza della sua esistenza dall'uomo risale al 1896 quando Henri BECQUEREL scoprì i raggi uranici. Un notevole lavoro di fisica sperimentale permise a Maria SKLODOWSKA-CURIE di concretizzare questa scoperta da una nota, il 12 Aprile 1898, nelle "Recensioni dell'Academia delle Scienze", intitolata : "Raggi emessi dai composti dell'uranio e del Torio."
Oggi, le applicazioni, pacifici e guerresche, della radioattività fanno parte della nostra vita e sono conosciute da tutti o quasi. Tuttavia, l'energia atomica fa paura perchè le popolazioni, che volentieri ignorano i servigi resi alla società, ne hanno una doppia immagine : quella dell'esplosione nucleare terrificante e quella, più sornione, di una forza invisibile e silenziosa che uccide.
Ma l'informazione viene capita male riguardo alla traduzione delle conoscenze scientifiche. Una grande confusione regna per quanto riguarda la semantica che tocca questo fenomeno fisico e particolarmente le parole di attivazione, d'irradiazione e di contaminazione.
In Francia, l'industria nucleare è senza dubbio quella più sottomessa a consegne di sicurezza che implicano il Principio di Precauzione. Tutte le concezioni tecniche, la minuta cura portata a tutti i lavori di manutenzione e di controllo, parlano in suo favore.
Il mondo vivo à nato su un sasso calcinato radioattivo. Non è del tutto certo che il vivo possa esistere senza un minimo di radioattività. Se certi argomenti contro il nucleare sono evidenti, tutti non sono tutt'altro fondati.
Però il "rischio zero" non esiste.
Tenuto conto di quella paura, il positivo del nucleare in materia di energia pulita, utilizzata per produrre l'elettricità o a scopi terapeutici, non pesa molto nalla bilancia per l'opinione pubblica particolarmente sensibilizzata.
È vero che i rifiuti nuclerai sono piuttosto preoccupanti !
Non sarebbe meglio distruggerli col buttarli nella bocca di un vulcano o direttamente iniettarli in una perforazione che raggiungerebbe il magma profondo piuttosto che stoccarli in strutture a lunga scadenza fragili, e dunque pericolose ?
Infatti, le due maggiori paure sono la contaminazione e l'irradiazione. Questi due fenomeni possono essere il risultato di atti involontari o volontari.
L'atto involontario è un atto terroristico o guerresco. In tutti e due casi i danni occasionati possono essere irreversibili per una gran parte degli esseri vivi e dunque per l'uomo.
Nel primo caso, i pregiudizi e i danni possono essere valutati e portare a un risarcimento e a punizioni penali che non potranno mai essere all'altezza della perdita di una vita umana.
Il rischio esiste per prova l'esistenza di centrali nucleari con poca sicurezza di tipo Tcernobil.


Nel secondo caso, cosa si deve fare, dopo migliaia di anni di evoluzione delle civiltà umane, l'uomo rimane sempre un predatore per l'uomo ? Il responsabile è il genere umano sè stesso !
La valutazione dei rischi e danni, la prevenzione, la cautela, la responsabilità non sono che intenzioni buone generate per mantenere una società che esita a scegliere tra le sue pulsioni animali e i suoi sogni forse utopistici di libertà, ugualianza, fraternità e felicità.
Diventa però imperativo di proteggere l'uomo contro sè stesso. Per questo bisogna gestire il passato per prevedere l'avenire.
Il passato è Hiroshima e Nagasaki, i tiri sperimentali di bombe nucleari, le centrali nucleari e i loro rifiuti, è Tcernobil e i suoi territori contaminati, ma anche le terapie utilizzate in modo corretto e le analisi medicali che si servono della radioattività.
Il futuro è, al di là di quello che è stato detto, l'ottimizzazione dell'applicazione dell'energia dell'atomo a fini pacifici (aspettando le energie pulite di sostituzione), ma sopratutto la preoccupante possibilità di uso terroristico di isotopi svenduti dai paesi dell'ex URSS.
Il terrorismo è la forma di violenza più difficile da combattere. Questa è insidiosa, invisibile, psicotropa, suicida, dunque imprevisibile e difficile da gestire.
La CICPP studia tutti i mezzi giuridici che permettono l'applicazione del Principio di Precauzione :
- Ai territori contaminati dall'esplosione nucleare di Tcernobil
- Alla gestione delle Centrali nucleari e al divenire dei rifiuti.
- Ai danni suscettibili di essere occasionati a queste Centrali da cataclismi naturali.
- Al terrorismo radioattivo.
- All'uso pacifico della radioattività

Il tutto per anticipare i problemi inerenti all'uso dell'atomo al livello planetare, al momento in cui i bisogni di energia stanno per crescere sempre e con delle previsioni allarmanti sull'aumento della popolazione umana per il secolo futuro.