Attualmente la legge ha un notevole ritardo per quanto riguarda l'avanzata ed il controllo delle biotecnologie. La protezione del cittadino e dell'ambiente diventa un obiettivo prioritario. Un certo numero di domande nascono per la programmazione delle ricerche e per l'uso traviato delle biotecnologie.
"Il bioterrorismo richiama tecnologie le cui conseguenze possono avere effetti irreversibili sull'esistenza del genere umano. Bisogna condurre una riflessione di salute pubblica a livello internazionale."
Il Bioterrorismo ovvero guerra biologica è una nuova arma usata nel quadro della reazione preda-predatore che prevale dalle origini nel nostro universo.
L'uomo soltanto, diventato l'estremo predatore è capace di usare alcune forme di vita, particolarmente bene salde, per attaccare o diffendersi nonchè di modificarle per renderle ancora più agressive al fine di usarle contro i suoi simili.

Attualmente la legge ha un notevole ritardo per quanto riguarda l'avanzata ed il controllo delle biotecnologie. La protezione del cittadino e dell'ambiente diventa un obiettivo prioritario. Un certo numero di domande nascono per la programmazione delle ricerche e per l'uso delle biotecnologie :

- Sono necessarie le biotecnologie per la lotta contro la fame nel mondo ?

- Non rischia la corsa al profitto immediato che prevale sul rispetto del principio di precauzione, di portare disastri irreversibili ?

- L'impero di alcune società, più ricche degli stati stessi, non li minaccia nell'applicazione dei loro programmi politici ?

- Non constituiscono le biotecnologie una fonte inesauribile di armi per il bioterrorismo ?


Infatti, questa nuova forma di violenza non implica soltanto le uniche armi microbiologiche ma tutte quelle che utilizza un essere biologico (dal virus o dai batteri all'uomo) contro l'umanità a fini politici di egemonia o di odio. Per esempio :

· Esseri prodotti da manipolazioni microbiologiche (genio genetico) quali i batteri (botulismo, carbone, peste…), i virus (influenza, aids, variolo…).

· Animali quali i delfini ammaestrati e allenati dagli eserciti a deppore mine sotto le chiglie delle navi.

· Piante o animali risutati di manipolazioni genetiche : OGM, OVM, GURT…

· L'aggiungere prodotti chimici o radioattivi a generi alimentari o all'acqua che consumiamo (contaggio chimico).

· Essere umani kamikaze portatori di bombe o di malattie sessualmente trasmissibili.

· Uso di internet per permettere a popolazioni intere di tuffarsi nel miraggio delle vite virtuali che le renderrano apatiche, senza volontà, docili, sottomesse e incapaci di reagire nutrendo i loro fantasmi.


· La sterilizzazione dei vegetali d'interesse agroalimentare per portare interi paesi alla fame.


· Il bioterrorismo agronomico (padronanza e sterilizzazione delle semine, contaminazzione raddioattiva o chimica dei suoli…).

· Lo psicoterrorismo (informazioni che portano a panico incontrollabile).


L'articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo stipola che :
" Ogni uomo ha il diritto di partecipare al progresso scientifico e al beneficio che ne risulta ".
Infatti, il progresso scientifico, il cui scopo doveva essere la felicità di una umanità confrontata ai problemi di una sovrapopolazione accellerata, difficile da gestire, rischia di generare una scienza dai poteri numerosi non controllata, senza coscienza nè etica poichè deresponsabilizzata.

Quali sono i fattori responsabili qi questa deriva ?

· La ricerca pubblica è finanziata sulla base di tematiche definite dalle politica dei vari stati.

* Gli stati non hanno tutt'ora messo in armonia le loro politiche de ricerca.

* Le grandi società private depositano breveti che conferisce loro una esclusività durevole in virtù del loro unico profitto.

* I risulati ottenuti dalla pubblica ricerca danno profitto, grazie al sistema in erto, alle società private dei paesi ricchi e discapito dei paesi poveri o in via di sviluppo.

* Questi risulati, quando sono utilzzati, portano rischi ed incertezze non valutati.


Il bioterrosimo non si può dissociare delle biotecnologie. Per combattere il primo bisogna dominare le altre.

La commissione lavora su proposte di informazioni e di formazione insistendo sull'asoluta necessità di includere nelle formazioni dei futuri ricercatori una buona conoscenza giuridica che permetta loro di assumere le proprie responsabilità. La stato, finanziatore della ricerca pubblica, deve anche lui assumere le proprie responsabilità badendo alla finalità dei programmi ed a una buona gestione delle loro applicazioni.