La biologia e l'ambiente non possono indefinitamente assorbire
gli effetti nocivi indotti dalle nuove tecnologie : le popolazioni
hanno coscienza che stiamo raggiungendo un limite che non si deve
oltrepassare. In materia di salute, grida di allarme sono regolarmente
cacciate a gran voce da scientifici di altro livello, che non
vengono ascoltati.
In materia di ambiente, le associazioni di difesa del nostro biotopo
sono in aumento costante e tentano di fare evolvere le mentalità
dei produttori, dei decisionisti politici e dei consumatori. La
politica del profitto a tutto costo a breve scadenza, raccomandata
dalle grandi aziende e da grandi paesi industriali, sta minacciando
l'equilibrio ecologistico del pianeta. La società civile
sta vedendo, impotente ma cosciente, il degrado accelerato delle
sue condizioni di vita.
Propore una "Carta del Vivo" più universale dei
"Diritti dell'uomo".
La libertà d'intrapprendere della CICG, sia
per la pubblicazione dei propri risultati, sia per i suoi interventi
presso i media, garantisce la sua indipendenza riguardo a qualsiasi
gruppo di pressione.
Se il biotopo implica, nella sua definizione genrale,
un ambiente biologico determinato che offre condizioni di ambiente
stabili, è evidente che la gestione tecnologica inconsiderata
delle scienze sperimentali, nel corso degli ultimi cinquant'anni,
ha notevolmente modificato e destabilizzato l'ambiente nel quale
l'uomo vive.
Bisogna dare la colpa alla deviazione della scienza e non alla
scienza stessa.
Esistono impatti positivi che contribuiscono a mantenere la salute
umana, a mantenere acquisiti sociali e comodità di vita;
ma esistono pure impatti particolarmente insidiosi e nocivi che
tendono ad annichilare i primi :
* Le applicazioni frettolose dei riultati di ricerche
di cui gli effetti non intenzionali non sono stati abbastanza
valutati.
* La finalità delle tematiche mirate dagli
esperti dei diversi ministeri che le propongono agli organismi
pubblici di ricerca.
* I regolamenti studiati in modo insufficiente che
sboccano su delle assurdità ecologiche.
* Regolamenti "a priori" efficaci che
non sono applicati o lo sono in modo insufficiente.
* Modi di controllo delle nocività e dei
prodotti tossici totalmente insufficienti.
* Perizie scientifiche non attendibili se non addirittura
contradittorie secondo certi interessi occulti.
* Un sistema di valutazione del tutto inefficace
o falsato dei rischi e delle ricerche.
* Una ricerca privata troppo spesso in contraddizione
con gli interessi superiori delle popolazioni.
* Un'assenza di armonizzazione delle leggi.
* Un'assenza di controlli efficaci dello sfruttamento
delle riserve energetiche su scala mondiale.
* Un'assenza di controlli severi dei diversi inquinamenti
:
- delle riserve di acqua potabile
- della qualità dell'aria che respiriamo
- della terra che coltiviamo
* Un'assenza di communicazione vera, d'informazione
e di formazione in materia di igiene, di nutrimento, di comportamento
sociale e di rispetto dell'ambiente.
* Un' assenza di etica, di educazione e di conoscenza
delle leggi che gestiscono la società in tutti i curricoli
scolastici ed universitari (tranne l'insegnamento specifico).
* Un'assenza di responsabilità chiaramente
definite dei decisionisti politici a diversi livelli : comunale,
regionale e statale.
* Un'assenza di controlli permanenti e rigorosi
nelle sicurezza delle centrali fabbriche chimiche, nuclerai, agrochimiche,
dei laboratori rpivati o pubblici di ricerca.
Un tale elenco non può essere esaustivo,
ma sta sempre crescendo e il Principio di Precauzione che deve
pure essere un principio d'azione, deve imperativamente essere
applicato ad ogni nuovo concetto di cui dovrà garantire
gli effetti.